La storia di Burlotto nasce a Verduno, comune storico della zona del Barolo, in un edificio settecentesco che ancora oggi custodisce la memoria della cantina. Giovan Battista Burlotto fu tra i protagonisti della crescita del Barolo come vino di prestigio, lavorando su vigneti già allora considerati fondamentali, come Monvigliero a Verduno e Cannubi a Barolo. La continuità familiare resta uno degli elementi più forti della cantina: Marina Burlotto, Giuseppe Alessandria, Fabio e Cristina portano avanti una tradizione che non vive di nostalgia, ma di responsabilità verso i luoghi.
Le vigne aziendali superano i 16 ettari e sono distribuite tra Verduno, Barolo, Monforte d’Alba e Roddi. Monvigliero è il cuore simbolico della cantina, una delle vigne più importanti di Verduno, affiancata da parcelle come Neirane, Rocche dell’Olmo, Boscatto e Breri per il Barolo Acclivi, oltre a Cannubi nel comune di Barolo e Castelletto a Monforte d’Alba. Accanto al Nebbiolo, Burlotto conserva un legame speciale con il Verduno Pelaverga, varietà identitaria del paese e parte viva della memoria agricola della famiglia.
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