Chi siamo, o meglio, chi sono? Mi presento, sono Yuri Marchi, un semplice ragazzo trent’enne di origine toscana (Massa Carrara) che durante il periodo del liceo ha iniziato ad incuriosirsi del mondo legato al vino e all’enologia in generale. Questo interesse mi ha portato ad iscrivermi all’Università di Pisa, presso la Facoltà di Viticoltura ed Enologia, appassionandomi a tutto ciò che ruota intorno a questo fantastico mondo. Nel 2010, grazie ad un tirocinio universitario, ho vissuto per 4 mesi la vera realtà vitivinicola in una piccola azienda di Neive (Cuneo), Piero Busso. Questo produttore non era (ed è) rinomato per la sua produzione quantitativa, non era una di quelle cantine famose in tutto il mondo perché produceva centinaia di migliaia di bottiglie, bensì era noto per la passione che metteva durante tutte le fasi della lavorazione, dai lavori manuali in vigna sino al prodotto finale, passando quindi attraverso tutte quelle dinamiche che portano a garantire la produzione di un vino di qualità, Barbaresco, Nebbiolo, Dolcetto o bianco che sia. Qualità, ma non solo. Parlare di qualità oggi è difficile, in quanto troppo spesso questo termine viene associato solo ad un parametro gustativo. Lavorare in quel determinato contesto invece mi ha fatto conoscere come effettivamente viene prodotto un vino di qualità trascendendo dal “semplice” gusto, ma nel rispetto dell’ambiente, del consumatore finale, di se stessi e del vino.

Con il passare degli anni, complice anche la relazione con la mia attuale compagna, originaria di Dogliani, la Langa è diventate per me una casa, una seconda casa alla quale volevo appartenere. Mi piaceva la vita, mi rispecchiavo nelle persone e nelle tradizioni piemontesi, le sentivo quasi più vicine a me rispetto a quelle della mia terra originaria; ciò nonostante quando tutt’oggi qualcuno mi chiede le mie origini, fieramente rispondo di essere nato ai piedi delle Alpi Apuane. Nel 2013 mi trasferisco definitivamente a Monchiero, a pochi chilometri da Dogliani, in una splendida cascina da ristrutturare circondata da vigneti, campi ed una vista mozzafiato. Lasciare la mia terra, parenti ed amici è stato forse il passo più importante, bello e al contempo doloroso della mia vita, ma fortunatamente sin da subito ho conosciuto bellissime persone del posto che mi hanno aiutato ad integrarmi al meglio facendomi sentire effettivamente a casa. Parallelamente mi appassiono ulteriormente al mondo del vino, sia continuando a lavorare saltuariamente in cantina da Piero Busso, sia lavorando la nostra vigna di circa 12000 metri quadrati, sia durante i turni da cameriere in un agriturismo della zona gestito da amici. Tante piccole opportunità che nel complesso mi tenevano a contatto con il vino dalla vigna al cliente finale, passando per la parte produttiva.

Proprio grazie a questi principi è nata l’idea del mio progetto: riuscire a portare al cliente finale un prodotto di qualità, affiancato da tutte le idee, i pensieri e le filosofie produttive che contraddistinguono quel determinato produttore. Criteri di viticoltura sostenibile senza l’utilizzo di diserbanti chimici, concimi chimici o trattamenti sistemici ed un ridotto intervento enologico in cantina sono alla base della scelta dei produttori da proporre, fattore importante al pari della qualità gustativa dei vini in questione.

Per scelta voglio occuparmi solo dei vini piemontesi, non per mera comodità, ma perché alla base del progetto deve esserci il contatto con il produttore stesso: quando visito un produttore cerco sempre di parlare dei suoi lavori in vigna, delle scelte in cantina e delle motivazioni che lo fanno propendere ad intervenire in un modo rispetto ad un altro. Inutile dire che la scelta ricade solo ed esclusivamente su aziende a conduzione familiare, con una modesta produzione di bottiglie in termini numerici. Sicuramente ci sarà spazio per qualche piccolo “intruso”, vino non locale, magari visitandone la cantina di produzione in qualche viaggio, il cui inserimento nel catalogo dovrà comunque rispecchiare le caratteristiche di scelta di tutti gli altri vini. Tutto questo perché il vino è il frutto di un lavoro, di un pensiero, di tradizione, di modernità, di voglia di condividere e di mille altre emozioni che il produttore vuole trasmettere, sia consciamente che inconsciamente, ed è giusto che io riesca a portare attraverso la bottiglia il messaggio di chi quel vino lo ha creato, sia al cliente più esperto che a quello meno pretenzioso, perché capirlo ci permette di apprezzarlo.

Affronto dunque questo progetto con la consapevolezza e l’umiltà di colui che deve crescere ed  imparare; non è mia intenzione insegnare, plasmare, influenzare (ormai “l’influencer” è diventato un mestiere), ma voglio solo condividere. Condividere con chi avrà la voglia di seguirmi nella crescita, negli errori e negli strafalcioni che potrò fare, o nelle emozioni che riuscirò a trasmettere. Cercherò di arricchire ogni singola bottiglia con tutte le informazioni che posso ottenere, video, audio o testuali che siano. Proverò a farvi conoscere in prima persona i produttori, portandovi le loro idee, le foto delle loro vigne o i video delle loro lavorazioni o presentazioni. E’ mia intenzione creare una storia di ogni cantina proposta che vada man mano a scriversi da sola con il passare del tempo, formando così una vera e propria cronologia, perché credo che tenerne traccia vi aiuterà a conoscerla e ad apprezzarla e sarà una fantastica fonte di confronto tra i vini, i vitigni o le cantine.

Spero infine di ricevere vostri feedback sui vini che assaggerete, perché per me è importante che si venga a creare un vero e proprio dialogo con coloro che mi seguiranno in questo progetto. Informatica, tecnologia, spedizioni, tutto il “moderno” è bello, ma non perdiamo il dialogo ed il confronto, importanti relazioni umane che ad oggi stanno via via scomparendo.

  

Un abbraccio,
Yuri.